domenica 6 febbraio 2011
Open your eyes
Decido di uscire a fare due passi.
Apro la porta di casa mia, ma non è la solita porta di legno scuro, blindata, con la maniglia d'ottone che sono sempre stata abituata a vedere...
.. è antica, grande, ha dei colori neutri e delle crepe, una maniglia alta, a cui arrivo solo grazie allo sforzo delle punte dei piedi.. e una serratura pronta ad accogliere una chiave magica.
Davvero insolito.. riconosco che qualcosa è cambiato.
Mi sento strana, confusa.. ho perso l'orientamento.
Dove mi trovo? Inizio a vagare, barcollando, in una strada desolata.
Un bagliore mi sorprende, avvolgo il viso con le braccia, c'è troppa luce ed i miei occhi ancora increduli non riescono a rimanere aperti.
Ma non mi fermo. Qualcosa mi dice che devo continuare a camminare, una strana forza mi obbliga ad andare avanti anche contro voglia, anche senza vedere..
Adesso vorrei fermarmi, ma non posso.
Non sapere cosa mi aspetta, mi spaventa.
Sono angosciata, non riesco a respirare, ho un nodo alla gola, vorrei gridare, chiedere aiuto.
Ma non c'è nessuno.
Realizzo che l'unica persona su cui posso contare sono io.
Apro gli occhi.
Con un po' di coraggio decido di affrontare la realtà, non può essere così difficile passeggiare nella luce, se è nella luce che siamo nati.
Adesso con i miei occhi vedo cosa c'è là fuori.. è un meraviglioso sole.
Affrontarlo mi spaventa meno che camminare nel buio.
...
ecco la chiave magica.
Don't be afraid about life
venerdì 4 febbraio 2011
Communication Breakdown
Fermati
mi rovinerai.
Non so cosa mi piace di te,
Ma mi piace un sacco.
Non vuoi che ti trattenga,
ma come faccio?
Non riesco a comunicare,
è sempre lo stesso problema.
Amore a prima vista???
Cioè un semplice sguardo basta per innamorarsi di qualcuno?
Purtroppo si.. e la persona in questione è sempre (o quasi) quella sbagliata. . .
In fondo con un semplice sguardo cosa riesci a vedere se non due occhi, una bocca, un naso, due orecchie e un po' di capelli in testa.
Forse alla seconda occhiata qualcosa cambia.. il sorriso, i denti bianchi, una ruga d'espressione, il colore degli occhi.. ma possono bastare per innamorarsi?
Basta, mi convinco.
Gli parlo. Forse sapere cosa dice e come lo dice è ancora più importante di qualche dettaglio estetico.
Mi piace.
Ho saputo che mi piace quando non ha sbagliato a coniugare un congiuntivo, ho scoperto che mi piace quando delicatamente mi ha tolto una briciola dalle labbra sfiorandole con le sue dita, mi sono convinta che mi piace quando per la prima volta ha detto "noi".
Pochi piccoli dettagli riescono a farmi stare bene e a capire che c'è una minima possibilità in fondo a questa storia che qualcosa stia per nascere.
... e invece.. un'altra porta chiusa in faccia, così violentemente che ancora stento a reggermi in piedi.
Ci provo a non credere, a non pensare che sia finita prima di iniziare.
I presupposti, i desideri e le speranze comuni .. puff.. forse ho sognato.. ora realizzo che è stato solo un incubo.
Qual è il motivo di tanto silenzio?
Nessuna possibilità di comunicare, di capire.. ma forse è giusto così.
Ognuno di noi ha una storia più o meno complicata alle spalle, una fitta rete di intrecci e problematiche forse troppo difficifili da risolvere in poco tempo e prima di programmare un nuovo inizio è giusto affrontare i fantasmi del passato... ovviamente sperando che siano solo fantasmi.
Vado avanti.
"Every new beginning comes from some other beginning's end".
giovedì 3 febbraio 2011
futon
Due ragazze, due amiche.
Desideri mancati, strategie illusorie, incomprensioni, delusioni..allegria.
Prospettive di una tranquilla serata in compagnia di buona musica.
Entrano, si fanno spazio tra la gente.
Fili a terra, microfoni da montare, il bancone ancora umido, tavoli apparecchiati, tavoli spogli, cameriere in panico, menù che volano da una mano all'altra.
Le parole si confondono tra le prove dei musicisti che in fondo alla sala accordano gli strumenti.
Trovano un posto in un angolo semi-buio, un tavolo per 4 da dividere, spalle al muro e bicchieri in mano.
Bizzara sensazione di ritrovarsi incomplete.
C'era qualcosa nell'aria che stava per cambiare.
Tra il fragore delle sedie, i battiti accelerati, i cin cin della gente che festeggia la fine di un esame ed i bassi che orgogliosi, rimbombano nelle orecchie dei commensali, il tavolo per quattro si conferma per quattro.
Ci conosciamo.
Tra una parola e l'altra si arriva a parlare di tutto.
Di cosa vivi? Di quali speranze ti nutri? Siamo coetanei? Il tuo segno zodicale non sarà mica il toro?
Ogni singola dettagliatissima e mirata domanda apriva un varco nel mondo del sapere.
Oroscopo, viaggi, culture, stagioni, libri, "L'insostenibile leggerezza dell'essere", film, cinema, Charlize Theron, Angelina Jolie, "Il signore degli Anelli", gli Aerosmith, il feng-shui e per finire... lui... il celeberrimo "futon"*.
Ognuno di noi ha un'enciclopedia dentro di sè.. La soddisfazione più grande sta nell'aver trovato chi ha la voglia e la passione di sfogliarla.
Quattro persone, tante parole, quattro amici.
*Il futon è un materasso originario della cultura giapponese. Veniva confezionato secondo antiche tecniche orientali utilizzando materiali naturali e confortevoli: strati di fibre di cotone grezzo racchiusi in una fodera di tessuto.
mercoledì 2 febbraio 2011
social network
...Guardo le sue foto.
Lo conosco già.
Curiosa insisto, non mi fermo.. scorro fra le innumerevoli foto in cui è presente, studio i suoi atteggiamenti, le sue pose, la sua naturalezza, il suo essere sicuro e tenero.
Ogni singola frase sulla sua bacheca sai che è per te.. o speri che lo sia.
Sai che se quella canzone sta lì in quel determinato momento è per te, perchè vuole dirti qualcosa ma non riesce a farlo. Sai che se è offline non vuole essere disturbato, ma può permettersi il lusso di contattarti quando ne ha voglia, perchè sa che tu sei lì ad aspettare..Sai che se per qualche giorno non si fa vedere nè sentire ha sicuramente un problema.
E se il problema fossi io? Se non volesse sentire me? Se si fosse stancato?
Ma forse se non è su facebook starà twittando.. o forse su msn o skype c'è ... ma io... io non ho il suo contatto.
Ecco sono sicura, il problema sono io.
Ennesimi tentativi, ennesime sconfitte, ennesime rinunce.
Riusciamo a perdere la fiducia in noi stesse per delle stupidaggini. Ci creiamo delle paranoie mortali.
Che fine hanno fatto quelle belle dichiarazioni sotto casa, i romanticismi di un tempo, gli appuntamenti segretamente rubati, gli sguardi, le parole dolci, al cinema seduti fianco a fianco nell'imbarazzo di sfiorarsi le dita?
L'era dei social network ..
un imperturbabile viaggio nell'inconscio delle nostre vite..una condizione senza la quale ci sentiamo persi. Una certezza, un archivio di facce da ricordare o imparare a conoscere, una condivisione continua di vite delle quali per la maggior parte delle volte non te ne frega niente. Ma alla fine stiamo tutti lì, senza negarlo, a gridare al mondo che siamo liberi di pensarla come vogliamo... ma che in fondo facciamo tutti parte della stessa ingegnosa quanto infernale idea....
Siamo pubblicità di noi stessi.. il mondo sa chi noi siamo, quali sono i nostri gusti e le nostre passioni, che cosa odiamo e può darci fastidio.. chiunque vorrà un "amico" avrà davanti un catalogo dei prodotti da scegliere fino a scadenza più o meno prorogabile.
Si, inquietante, ma è così.
Noi vittime del gioco, noi pedine, noi giocatori.
Be Yourself anyway
un abbraccio
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